Nelle primarie in corso si sono viste cose strane: l'incertezza di Rick Perry, che in un confronto tv rivela nuovamente un alto grado di impreparazione (questo tallone d'achille l'avevamo già evidenziato nell'articolo a lui dedicato, in archivio). Rimane come un baccala' sul podio, confuso nell'elencare le priorità del Paese (qui l'impietoso video), a rilevare un immaturo quadro generale. Il governatore "teocratico" Rick Perry si ritira.
Ecco Newt Gingrich, detta la volpe di Washington, e' un politico che sa fare politica, a suo tempo trovò la "corda per strangolare" l' amministrazione Clinton (ricordate l impeachment Lewinsky, con le indagini Starr?). Secondo lui oggi la priorità del Paese è la colonizzazione della luna, crearci delle stazioni stabili, infine raggiungere Marte.
Forse per l'America (riflessione mia) sarebbe meglio aumentare la sorveglianza via terra e acqua, occuparsi meglio e di più degli scenari internazionali, altro che viaggi nello spazio. Se vince Newt, chissà, negli ipermercati compreremo completi da astronauta!
A moderare il quadro, fin d'ora troppo pittoresco, ci pensa l'onnipresente Romney, mormone, superfavorito, facente parte dell' aristocrazia politica, appunto, moderata.
In un epoca di indignados, disoccupazione internazionale, sommosse popolari, Mitt Romney è spaventato alla richiesta di esibire pubblicamente la dichiarazione dei redditi. Non perche sia incerta o fumosa, ma perche troppo troppo grossa (giornalisti maliziosi avrebbero raccontato della presenza di suoi conti in Svizzera e alle Cayman, chiusi prima della discesa in campo).
Rimane la sospettosita' (paura?) del popolo americano, che non si fida piu, a mandare un super milionario alla Casa Bianca.
Il Gop in questi anni non è riuscito ad allontanare da sè l'accusa dei democratici: essere il riferimento dei piu ricchi, di contrastare la pressione fiscale solo per la "upper class".
Il politico milionario mormone sembra apparire un terribile autogol, nella velleita' di rappresentare la gente comune.
Obama invece che combina? Se la ride, si gode il momento.
I repubblicani nella litigiosita della competizione, fanno volare stracci e rovesciato scheletri dagli armadi, dei loro stessi candidati. Un regalo insperato per il Presidente afroamericano, la cui campagna elettorale appare liscia come l'olio.
Il centrodestra gonfia il petto e sputa veleno, lo staff di Obama raccoglie bile e segreti per dominare il possibile sfidante.
Sembra tutto troppo facile. Una vittoria democratica per mano repubblicana? Spero di no.
