Cristoria

Democrazia sperimentale

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I forconi in Sicilia, la criminalità a Roma, le rivolte dei trasportatori, il terrorismo ideologico contro la fede, qualunque essa sia. Sono finiti i tempi degli anni 60, del "vietato vietare" e dell' "immaginazione al potere", oggi l'emergenza sociale sembra trovare una risposta nella rabbiosa superbia del 'non riconosco autorita' alcuna'.

La democrazia si e' trasformata in un progetto sperimentale; il mero tentativo di rapporto con le istituzioni se c'è, quando c'è, appare distruttivo ed astioso.
E' sotto gli occhi di tutti: la politica vola lontana inconsistente, il baratro delle rivolte popolari e' tragicamente vicino. Qui, intorno a noi.

Nonostante un ottimismo da spot che la tv sempre ci propone, l'Italia non cambia, anzi si incattivisce.

Affronteremo un epoca di "homo homini lupus", dove al massimo della decadenza, quando il mondo passerà alle nuove generazioni, sara' il caos a diventare sistema.
Non scrivo ricette magiche, nè mi affanno su lezioni di etica e civismo; il mio sguardo va al Cristianesimo e al suo messaggio di riscatto, oltre che speranza.
Il fenomeno della crisi di un Paese, di una città, non in ultimo di una famiglia, può essere superato dalla comunita' stessa che ridiventa protagonista.
Il ribellismo del 2012 lancia una sfida verso una presa di coscienza definitiva: riconoscere sinceramente che l'Italia ha bisogno di essere aiutata.
La Ministra Cancellieri ha promesso per Roma, successivamente per l'intero Paese, piu fondi contro facinorosi e fomentatori di odio; investire una parte delle risorse nella messa in sicurezza della Nazione.

Come possiamo sapere se la promessa fiorirà in dato reale? Oppure è la solita boutade da politicante?
Verifichiamolo nella vita di tutti i giorni.

Se ancora c'è ragione di sperare, bisogna attendere non un esaltazione dell "arrivano i nostri", ma un serio programma di governo.

Una scientifica strategia contro la crisi e i suoi sobillatori, per spegnere lo stagno di fuoco e di fiamme creato dai comportamenti anarcoidi.

L'unico domani su cui vada la pena costruire, è incastonato in un presente che sappia difendere la pace civile.

Non siamo vacche da mungere o carne da mattatoio.

La richiesta di un futuro sereno deve essere approvato senza remore, perche non si tratta di un privilegio, di una concessione.

La politica che tiene a bada le belve e' l'unica che salva il gregge e si fa pastore della sua sopravvivenza.

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Pensieri

Gesù si rivolge a noi, si fa incontro per noi, chiedendoci una cosa sola: non cosa hai fatto? Ma mi ami?"
Don Luigi Giussani