
L'armata Repubblicana ha preparato le valigie. Ha lanciato i suoi comandanti tra gli orizzonti della fantasia. Come se ci fosse bisogno di scherzare, i candidati del Gop si sfidano in capriole surrueali, mentre l orologio della sfida Obaniana corre impietoso.
Il titolo del gioco e' "Sarò io il prossimo Presidente".
I forconi in Sicilia, la criminalità a Roma, le rivolte dei trasportatori, il terrorismo ideologico contro la fede, qualunque essa sia. Sono finiti i tempi degli anni 60, del "vietato vietare" e dell' "immaginazione al potere", oggi l'emergenza sociale sembra trovare una risposta nella rabbiosa superbia del 'non riconosco autorita' alcuna'.
La democrazia si e' trasformata in un progetto sperimentale; il mero tentativo di rapporto con le istituzioni se c'è, quando c'è, appare distruttivo ed astioso.
E' sotto gli occhi di tutti: la politica vola lontana inconsistente, il baratro delle rivolte popolari e' tragicamente vicino. Qui, intorno a noi.
Nonostante un ottimismo da spot che la tv sempre ci propone, l'Italia non cambia, anzi si incattivisce.

Dopo un poco giunsero a un alto muro bianco che costeggiava la strada e che sembrava di marmo. In cima a una collina s'interrompeva in un alto arco che brillava alla luce del sole.

A ridosso della giornata della Memoria c’è ancora chi gioca all’assassinio, alla “persecuzione degli innocenti”. La mano armata è quella del disegnatore Vauro, la cui “arte” ha partorito una vignetta dal sapore antisemita e razzista, facilmente reperibile su internet. Oggetto della “purga stalinista” è l’On. Fiamma Nirenstein, per il solo fatto di essere di centrodestra (PdL), ebrea, e coprotagonista di un rapporto armonico tra MedioOriente e Israele. Vauro si è appellato alla scusa della “liberta di espressione”. Identica scusa, estrema destra ed estrema sinistra sono speculari, utilizzata a suo tempo dai neonazisti di Stormfront, noto portale anticattolico e antisemita.
Nel ridente Municipio di Roma, atto ad escursioni nella macchia mediterranea, foriero di spiaggie e stabilimenti, si consuma la politica di professione.
Non è politica, è uno scontro tra giganti. In scena vediamo il Pd contro il Pdl, in un ordine del giorno che assomiglia allo sguardo tra due gladiatori, come all’incedere minaccioso di un Tyson e di un Cassius Clay.
Nel Municipio tredici, Ostia, non ci si confronta con le idee, ma si sguaina la Forza, quella ammirata in Guerre Stellari di George Lucas.
Chi sia Lord Fener (il lato oscuro) e chi sia il prode Skywalker (il buono) lo lascio alla preferenza politica di ognuno di voi.

In questo pdf (http://www.tracce.it/detail.asp?c=1&p=0&id=2242) caricato dalla rivista Tracce, trovate l'intervista a Don Julian Carron sul Corriere della Sera.
Ecco tre punti che mi hanno colpito, mi piace condividerli con voi: